Marcello Adriano Mazzola

Cassa Forense privata ma anche non

Dopo la recente sentenza del Tar Lazio, sez. III, 12 giugno 2013, n. 5938, con cui si “sancisce” che le Casse previdenziali ex d.lgs. 509/94 sono private nell’organizzazione ma pubbliche nelle funzioni, oramai tutto è possibile. Se si legge tutto l’iter giurisprudenziale, provvedimentale e legislativo che si è concatenato in questi anni, si paleserà un ardito disegno di ingegneria giuridica suggellato dal giudice amministrativo.

Assicurarsi (ora) un dovere

Il filosofo ed epistemologo Britannico Karl Popper scrisse che “Evitare l’errore è un ideale meschino; se ci confrontiamo con problemi difficili, è facile che sbaglieremo”. Essere avvocati e svolgere una tale delicata professione ci espone costantemente all’errore. Non solo nella scelta di una strategia o nell’impostazione di una causa, al cospetto di un legislatore bizzarro, sovente indecifrabile o arzigogolato, ma soprattutto dinanzi ad una giurisprudenza cangiante e contrastante.

La carta servizi dell'avvocatura si rinnova

Cassa Forense ha inviato a tutti gli iscritti la nuova Carta Servizi. Spieghiamo cosa sia e a cosa serva.
La Carta Servizi venne creata ed inviata già nel luglio del 2003 come card nominativa, in cui è riportato il codice meccanografico che attesta come il possessore sia iscritto alla Cassa, potendo quindi beneficiare delle varie convenzioni sottoscritte dall’Ente.

Il fisco mangia pensioni

Secondo un antico adagio, nell’indicare la luna gli stolti si limitano ad osservare il dito. La saggezza non si discute e insegna sempre.
Al contempo nella incandescente, - atteso il delicatissimo contesto socio-culturale ed economico che stiamo vivendo -, materia previdenziale vi è chi concentra ogni energia mentale sulla differenza tra modello contributivo e modello retributivo, attribuendo a quest’ultimo ogni male ed ogni conseguenza nefasta, tralasciando peraltro di spiegare come in tale ultimo schema occorra versare contributi consistenti per avere un trattamento pensionistico adeguato.

Le aspettative della giovane avvocatura

L’avvocatura è composta per circa metà (dunque oltre 100.000 iscritti agli albi) da colleghi che hanno un’età media di circa 42 anni e da donne. Come è noto la curva di produttività degli avvocati inizia a formarsi dai 40 anni in su e non prima. Ciò significa che una parte significativa dell’avvocatura è composta da giovani colleghi e da donne, soggetti deboli rispetto ai restanti colleghi.

Spending review: come far cassa con le Casse

Vi piacerebbe se qualcuno vi imponesse di tagliare la spesa familiare per poi destinare tale risparmio allo Stato? Riterreste una tale norma liberale o autoritaria? Eppure è quello che accade, così come ha imposto il legislatore (ergo esecutivo), oramai sempre subdolo, con l. 135/2012 (c.d. spending review) il cui comma 3 dell'art. 8 (Riduzione della spesa degli enti pubblici non territoriali) prescrive alle Casse di previdenza (in quanto “enti (…) come individuati dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 30 dicembre 2009, n. 196”) di versare alla Tesoreria dello Stato quanto risparmiato tagliando i consumi intermedi.

Il contributo minimo integrativo, oltre a quello soggettivo, può essere detratto in sede di dichiarazione dei redditi?

In linea generale, il contributo integrativo non è deducibile ai fini fiscali. Tuttavia tale deducibilità avviene solo nel caso in cui l’importo versato a titolo di contributo minimo sia maggiore rispetto all’effettivo 4% da applicarsi sul Volume di Affari IVA dichiarato, laddove questi rappresenti un costo.

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