Santi Geraci

64 milioni per l'assistenza agli avvocati

Il 25 settembre 2015 il nuovo Regolamento dell'assistenza, fortemente voluto da Cassa Forense, ha trovato finalmente il via libera con l'approvazione anche del M.E.F. e del Ministero del Lavoro (la notizia dell'approvazione è pervenuta in diretta alla XI Conferenza Nazionale di Rimini nel corso della tavola rotonda dell'assistenza) e la relativa pubblicazione sulla G.U. è avvenuta il 15 ottobre 2015).

2014 - Cosa è successo?

Un altro anno di frenetico lavoro è ormai trascorso. Un anno, come ormai avviene da un po’ di tempo, caratterizzato dall’assunzione di decisioni importantissime da parte di Cassa Forense nell'interesse di tutta l’avvocatura.
Decisioni che da un lato incrementano la solidità del Nostro Ente Previdenziale, ribadendo, quindi, la tranquillità a lunghissimo periodo sia dal lato previdenziale, che dal lato assistenziale e dall'altro lato, hanno conferito una cittadinanza previdenziale a tutti i colleghi a prescindere dal loro reddito.

La riforma dell'ordinamento professionale

Il 18 gennaio 2013 è stata pubblicata, sul n. 15 della G.U., la legge n. 247 del 31.12.2012 recante la "Nuova disciplina dell'ordinamento professionale forense" e dal 2 febbraio essa è entrata in vigore a tutti gli effetti. Come ogni nuova legge anche quella sull'ordinamento professionale ha immediatamente suscitato dubbi e perplessità interpretative.

Habemus papam

Avevo esordito, in un mio articolo pubblicato nel numero di novembre di questa rivista, con la seguente affermazione colma di speranza: "La Camera, dopo un'attesa lunga ormai ottant'anni, ha approvato, a larghissima maggioranza, la riforma dell'ordinamento forense. Adesso la parola passa al Senato e se, come è auspicabile, non venisse apportata alcuna modifica, ci troveremmo realmente di fronte ad una svolta storica per l'intera classe forense."

500 miliardi che fanno gola

Secondo stime attendibili fra 50 anni le Casse di previdenza professionale avranno un patrimonio di circa 500 miliardi di euro. Un discreto tesoretto su cui il Governo Monti, probabilmente, ha buttato gli occhi.
Il DL 201/2011 c.d. decreto legge Monti, varato in questi giorni dal nuovo Governo, interviene, infatti, dettando importanti modifiche, anche in tema di enti previdenziali di diritto privato dei professionisti.

Il contributo minimo integrativo, oltre a quello soggettivo, può essere detratto in sede di dichiarazione dei redditi?

In linea generale, il contributo integrativo non è deducibile ai fini fiscali. Tuttavia tale deducibilità avviene solo nel caso in cui l’importo versato a titolo di contributo minimo sia maggiore rispetto all’effettivo 4% da applicarsi sul Volume di Affari IVA dichiarato, laddove questi rappresenti un costo.

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