I dispositivi antiabbandono
Il nuovo art. 172 C.d.S prevede che si debba utilizzare obbligatoriamente “un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino
Il nuovo art. 172 C.d.S prevede che si debba utilizzare obbligatoriamente “un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino
Il Decreto Legge n. 18 c.d. “Cura Italia”, pubblicato il 17 marzo u.s., oltre a numerose misure di semplice sospensione di adempimenti ed obblighi, ha introdotto alcune norme ad effettivo ed immediato sostegno per le imprese, con la creazione di nuovi strumenti di liquidità.
L’art. 4 del D.L. 28/2020, com'è noto, ha previsto la possibilità, fino al 31 luglio 2020, su istanza di parte o d’ufficio, della richiesta della discussione orale delle cause in udienza pubblica o camerale, con collegamenti da remoto in modalità videoconferenza, che consentano la partecipazione degli avvocati
Dall’undici gennaio del 2014 ad oggi sono passati quasi cinque anni. Un periodo di lavoro del Comitato dei Delegati significativo per l’intera avvocatura e per Cassa Forense che ha consentito di varare provvedimenti rilevanti per il futuro della nostra
Il Comitato dei Delegati di Cassa Forense, nella seduta del 15 marzo 2019, ha preso atto del bilancio tecnico attuariale al 31.12.2017, redatto dallo studio attuariale Coppini, su incarico del CdA della Fondazione nel rispetto della cadenza triennale imposta dal d.m. 29 novembre 2007.
Il controllo della Corte dei Conti, previsto dall’art. 3 del d.lgs. n. 509/1994, non si svolge preventivamente sui singoli atti di volta in volta adottati da Cassa Forense ma è un controllo generale effettuato ex post sulla gestione nel suo complesso
La tutela degli sportivi professionisti è stata riconosciuta con la legge 14.6.1973 n.366
La norma che prevedeva la restituzione dei contributi in caso di mancata maturazione del diritto a pensione, con conseguente cancellazione dalla Cassa Forense, era norma di carattere affatto eccezionale nel panorama previdenziale.
l TAR del Lazio,sezione III bis, con sentenza n.9566 del 2019, ha accolto il ricorso proposto da Inarcassa avverso il provvedimento con il quale i Ministeri vigilanti avevano bocciato il provvedimento dell’Inarcassa, provvedimento che aveva “mitigato” le sanzioni da applicare ai propri iscritti in ipotesi di tardivo pagamento dei contributi