Avvocato e IA: il 2025 cambia lo studio legale
Nel 2025 l’intelligenza artificiale entra nella pratica forense. I dati Censis mostrano opportunità, rischi e nuove responsabilità per l’avvocato.
Nel 2025 l’intelligenza artificiale entra nella pratica forense. I dati Censis mostrano opportunità, rischi e nuove responsabilità per l’avvocato.
Il Tribunale di Padova, con sentenza n. 1143 del 21 luglio 2025, ha stabilito che la perizia redatta durante una procedura di mediazione è irrilevante e quindi inutilizzabile in giudizio se le parti non hanno espresso consenso alla sua produzione
Scade il 31.3.2026 il termine per depositare la domanda per il riconoscimento del credito di imposta per i procedimenti di mediazione conclusi entro il 31.12.25 attraverso il sito del Ministero
I dati ministeriali del I trimestre 2025 confermano un punto chiave: la mediazione funziona quando le parti partecipano effettivamente. Proprio su questo presupposto interviene la Riforma Cartabia, rafforzando le sanzioni per la totale assenza colpevole alla mediazione obbligatoria
Le criticità della professione degli avvocati emergono tra ritardi nei pagamenti, burocrazia e crescente concorrenza, aggravate da sfide come l’intelligenza artificiale e il ricambio generazionale.
Dal 15 giugno le amministrazioni pubbliche dovranno verificare i debiti fiscali dei professionisti prima di pagare le fatture. Una misura che rischia di trasformare il credito professionale in uno strumento di riscossione fiscale, con effetti discriminatori rispetto alle imprese.
Anche quest’anno gli avvocati potranno compensare i crediti per spese, diritti e onorari maturati e non ancora saldati non solo con imposte e tasse (inclusa l’IVA) ma anche con i contributi previdenziali.
Una recente ordinanza della Cassazione interviene sul recupero dei crediti IVA indicati in dichiarazioni tardive oltre i 90 giorni. La Suprema Corte chiarisce che la tardività non basta: prima della riscossione, l’Agenzia delle Entrate deve verificare se il credito sia stato effettivamente compensato o rimborsato.
La Corte di Cassazione interviene sul tema della retribuzione dei lavoratori somministrati e chiarisce un punto spesso contestato nella prassi aziendale: il premio di produzione. Le recenti decisioni affermano che la parità di trattamento economico è inderogabile. Un principio con impatti operativi per imprese e agenzie.
Recenti sentenze hanno affrontato il tema delle sanzioni per responsabilità aggravata in caso di mancata accettazione senza motivo della proposta di conciliazione del Giudice