Il 13 settembre 2013, nonostante fosse chiaro a tutti che ci sarebbero stati ritardi, disservizi e inefficienze nella gestione della giustizia, oltre che maggiori costi diretti e indiretti sui cittadini, sulle aziende private e pubbliche (ASL) e sulle amministrazioni statali (Polstato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, ecc.) e sugli enti pubblici territoriali (Comuni, Province, Consorzi, ecc.), la riforma della geografia giudiziaria, ostinatamente voluta dall’esecutivo e dalla magistratura, è entrata in vigore e, pertanto, sono stati soppressi 30 Tribunali, 30 Procure della Repubblica, 220 Sezioni Distaccate di Tribunali e 667 Uffici del Giudici di Pace.