L’ Arbitro Assicurativo: un nuovo sistema di risoluzione delle controversie
Dal 15 gennaio 2026 sarà operativo l’Arbitro Assicurativo, nuovo organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia assicurativa.
Dal 15 gennaio 2026 sarà operativo l’Arbitro Assicurativo, nuovo organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia assicurativa.
L’ordinanza n. 803 del 14 gennaio 2026 della Cassazione ribadisce che, ai sensi dell’art. 2233 c.c., il compenso forense va pattuito per iscritto, altrimenti l’accordo è nullo.
La riforma dell’art. 609-bis c.p. ha cambiato direzione nel passaggio dalla Camera al Senato. L’impostazione basata sull’assenza di consenso è stata sostituita dal riferimento alla “volontà contraria”, concetto già riconosciuto dalla giurisprudenza.
A colpi di pronunce giudiziali, la singolare vicenda di un progetto di riparto parziale nei 10 anni successivi alla sua presentazione.
European Chips Act: 43 miliardi per rafforzare la produzione di semiconduttori e la sovranità tecnologica dell’Europa entro il 2030
Il tatuaggio è passato da fenomeno controculturale a settore strutturato, con oltre il 12% degli italiani tatuati (ISS 2018, Eurobarometro 2023). L’attività è regolata da normative regionali, linee guida ISPESL e direttive UE (REACH Tattoo)
La cessione dei diritti d’autore diventa una scelta strategica: valore, gestione, investimenti e criteri per valutare un catalogo creativo.
Il governo propone di eliminare le Consigliere e i Consiglieri di Parità regionali e territoriali, accentrando le funzioni a livello nazionale. L’articolo afferma che questa scelta rappresenterebbe un passo indietro nella tutela delle lavoratrici, perché tali figure costituiscono un presidio di prossimità che intercetta casi di discriminazione,...
L'adozione dell'intelligenza artificiale in azienda comporta obblighi giuridici precisi. Con l'AI Act e la legge italiana n. 132/2025, la consulenza legale diventa parte integrante di qualsiasi progetto di integrazione tecnologica.
Le De.Co. non sono marchi di qualità né certificazioni commerciali. La Corte costituzionale (sentenza n. 75/2023) ha chiarito che sono strumenti culturali e identitari, senza effetti sul mercato e compatibili con il diritto UE.