Brevetti+ 2026: fino a 140.000 euro per valorizzare il brevetto
19/10/2026
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Brevetti+ 2026 sostiene micro, piccole e medie imprese che intendono trasformare un brevetto in valore economico attraverso contributi a fondo perduto fino a 140.000 euro. La misura finanzia servizi di industrializzazione, sviluppo e tutela della proprietà industriale, con intensità di aiuto fino al 100% in specifici casi. Domande online dal 25 novembre 2026 secondo l’ordine cronologico di presentazione.
Torna anche per il 2026 Brevetti+, la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy affidata a Invitalia, che finanzia a fondo perduto le micro, piccole e medie imprese, ditte individuali comprese, intenzionate a trasformare il proprio brevetto in valore economico. Lo stanziamento è di 20 milioni di euro, con una riserva del 5% per le imprese in possesso del rating di legalità.
Entità del contributo
L’aiuto copre l’80% dei costi ammissibili, quota che sale all’85% per le imprese con certificazione della parità di genere e al 100% per quelle contitolari di un brevetto con un ente pubblico di ricerca, o licenziatarie esclusive di un brevetto di tale ente già trascritto all’UIBM. Il tetto è di 140.000 euro per impresa, in regime de minimis (Regolamento UE 2023/2831).
Chi può partecipare
Sono ammesse le PMI, anche di recente costituzione, con sede legale e operativa in Italia e iscritte al Registro delle imprese, che si trovino in una di queste condizioni: titolarità (o licenza esclusiva trascritta all’UIBM) di un brevetto italiano per invenzione industriale concesso dopo il 1° gennaio 2025, con tasse di mantenimento versate; domanda di brevetto italiano depositata dopo il 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca non negativo; brevetto europeo concesso e convalidato in Italia, o con effetto unitario, dopo il 1° gennaio 2025; domanda europea o PCT depositata dopo il 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca non negativo, che rivendichi la priorità di una domanda nazionale non già agevolata nelle edizioni precedenti.
Si considera non negativo il rapporto che riconosce almeno una rivendicazione positiva per due requisiti su tre tra novità, attività inventiva e applicazione industriale. Per le domande italiane arriva dopo circa nove mesi dal deposito; per quelle europee o PCT solitamente prima, ma senza garanzie: conviene dunque programmare per tempo.
Restano escluse le imprese estromesse dal de minimis, quelle in liquidazione volontaria o in procedura concorsuale e quelle con procedimenti di revoca per indebita percezione di fondi pubblici. Va poi verificata la regolarità rispetto all’obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali, requisito di recente introduzione.
Spese ammissibili
Il contributo riguarda servizi specialistici esterni, al netto dell’IVA, divisi in tre macroaree:
A) progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione (studi di fattibilità, prototipi, test di produzione, certificazioni connesse al brevetto, servizi di università ed enti di ricerca; per il software solo l’analisi dell’architettura, non la scrittura del codice);
B) organizzazione e sviluppo (processi produttivi, nuovi mercati, comunicazione);
C) tutela della proprietà industriale (accordi di riservatezza e di licenza).
Il progetto deve comprendere almeno un servizio della macroarea A, mentre B e C insieme non possono superare il 20% del piano. Sono esclusi i costi di deposito e gestione dei brevetti.
Attenzione ai profili formali: le fatture devono essere successive alla domanda, riportare il CUP assegnato dalla piattaforma ed essere saldate con bonifico. Non sono ammessi fornitori collegati all’impresa, come amministratori, soci, dipendenti e loro congiunti, né il cedente della licenza.
Procedura e tempi. Lo sportello apre il 25 novembre 2026 dalle 12:00 alle 18:00 e, se restano fondi, dalle 10:00 alle 18:00 dei giorni lavorativi successivi; conta l’ordine cronologico. Si evidenzia, tuttavia, come nelle precedenti edizioni i fondi siano terminati il giorno stesso dell'apertura del bando. La domanda si presenta online sulla piattaforma di Invitalia, con firma digitale del legale rappresentante, pena la decadenza. È ammessa una sola domanda per impresa e il brevetto non deve aver già beneficiato di precedenti agevolazioni. Gli esiti arrivano entro 180 giorni, previo colloquio con l’impresa.
Erogazione
L’atto di concessione va restituito firmato entro 30 giorni. Si può chiedere un anticipo fino al 30% (con fideiussione o polizza, entro tre mesi), un SAL tra il 30% e il 60% (entro dodici mesi) e il saldo entro 45 giorni dalla conclusione del piano, che deve terminare entro 18 mesi. Tra le cause di revoca figurano le dichiarazioni mendaci, il cumulo con altre agevolazioni sulle medesime spese e la concessione in licenza del brevetto prima della fine del piano. Per approfondimenti: Brevetti+ 2026: contributi fino a 140.000€ | Click day 25/11
Per approfondimenti: Brevetti+ 2026: contributi fino a 140.000€ | Click day 25/11