Robot: nuovo orizzonte giuridico
25/04/2026
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«Un robot non può recar danno a un essere umano»
scriveva Isaac Asimov in Robot Law, anticipando molte discussioni odierne sulla convivenza tra macchine intelligenti e società. Oggi la robotica è una componente strutturale dell’economia italiana ed europea: logistica, industria, medicina, ristorazione, giardinaggio, spazio e difesa stanno integrando sistemi autonomi che sollevano questioni normative complesse. Autorizzazioni, responsabilità, tutela dei brevetti e contratti di ricerca e sviluppo sono ormai temi centrali anche per gli avvocati.
Robot e impresa
L’utilizzo di robot industriali è disciplinato dal Regolamento (UE) 2023/1230 sulle macchine, dal D.Lgs. 17/2010 e dalle norme di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008). Le Regioni possono imporre autorizzazioni per impianti automatizzati, mentre i Comuni intervengono su aspetti edilizi e ambientali.
La Cassazione ha ribadito la responsabilità del datore di lavoro per incidenti causati da robot privi di adeguate protezioni (Cass. pen., n. 22249/2016; Cass. civ., n. 11015/2019). La CGUE (C-40/21) ha confermato l’obbligo di valutazione preventiva dei rischi per tecnologie automatizzate.
Robot e lavoro
La progressiva sostituzione dell’uomo con robot solleva temi di sicurezza e di impatto occupazionale. In industria e logistica, i cobot devono rispettare le norme su valutazione dei rischi e protezioni interattive (D.Lgs. 81/2008).
L’automazione è legittima se non discriminatoria (Cass. civ., n. 28516/2021). Nella ristorazione, robot baristi, camerieri o cuochi rientrano nel quadro delle “macchine professionali” e devono essere certificati CE. Le ASL regionali richiedono valutazioni igienico-sanitarie specifiche; il TAR Lombardia (n. 1123/2020) ha confermato il potere delle autorità locali di vietare apparecchi robotici non conformi agli standard HACCP.
Nel giardinaggio e manutenzione del verde, i robot tagliaerba e le macchine autonome sono soggetti alle norme su sicurezza delle macchine e ai regolamenti comunali sulla gestione del verde urbano. La giurisprudenza civile ha riconosciuto la responsabilità del proprietario in caso di malfunzionamento che arrechi danni a terzi (Trib. Torino, 18.4.2019).
Robot in medicina, ricerca e nello spazio
I robot chirurgici sono regolati dal Regolamento (UE) 2017/745 sui dispositivi medici, con obbligo di certificazione, sorveglianza e tracciabilità. Il TAR Lazio (n. 762/2022) ha confermato la legittimità dei vincoli regionali per l’acquisto di robot da parte delle strutture pubbliche. Nel settore spaziale, i robot rientrano nella Legge 7/2018 e nei regolamenti ENAC per attività sperimentali ad alta quota. In ambito militare, la normativa UE (Risoluzione 2021/2038(INI)) esclude i sistemi d’arma completamente autonomi, imponendo un controllo umano significativo.
Robot, guida autonoma e Smart Cities
La robotica applicata alla mobilità – veicoli autonomi, taxi-robot e navette senza conducente – rappresenta uno dei fronti più avanzati della regolazione europea. Il Regolamento (UE) 2019/2144 introduce i requisiti per i sistemi avanzati di guida automatizzata (ADAS) e apre alla sperimentazione dei livelli più elevati di autonomia. In Italia, la materia è disciplinata dal D.M. 28/02/2018 e dal Codice della Strada, che autorizzano la sperimentazione su strade pubbliche previo rilascio del permesso da parte del MIT – Direzione Generale Sicurezza Stradale e con obbligo di supervisione umana. Alcune città – Milano, Torino, Bologna – hanno integrato i progetti di guida autonoma nei propri Piani per le Smart Cities, prevedendo aree urbane abilitate alla sensorizzazione e alle comunicazioni V2X (vehicle-to-everything).
La normativa comunale può introdurre vincoli, limitazioni di velocità o percorsi obbligati. La giurisprudenza europea sottolinea che la responsabilità resta in capo al costruttore o all’operatore del sistema autonomo (CGUE, C-300/21), mentre la Cassazione italiana ha richiamato il principio della “posizione di garanzia” per chi immette sul mercato sistemi automatizzati ad alto rischio. I taxi autonomi – già operativi in alcune città europee – sono considerati “servizi di mobilità automatizzata” e richiedono autorizzazioni comunali analoghe al TPL, integrate dai requisiti digitali e di interconnessione previsti dai Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS).
Robot e Proprietà industriale
L’innovazione robotica è tutelata dal Codice della Proprietà Industriale, dalla Convenzione EPC e dal nuovo Unitary Patent System. L’EPO ha escluso la brevettabilità di invenzioni create autonomamente da IA o robot (casi DABUS, 2021-2023). Tra i contratti più diffusi:
- accordi di ricerca e co-sviluppo;
- licenze di software e tecnologia;
- contratti di concessione d’uso e leasing operativo di robot;
- accordi di manutenzione predittiva e gestione dei dati generati dai robot.
Esiste un Diritto dei Robot ?
La dottrina europea e la Risoluzione del Parlamento europeo del 2017 hanno escluso la personalità giuridica dei robot. Non esiste un diritto dei robot, ma solo un complesso di diritti e responsabilità umane connesse al loro utilizzo. Studi del Max Planck Institute, del Politecnico di Milano e della CEPEJ confermano la centralità della responsabilità umana in ogni fase: progettazione, uso, supervisione. La robotica non richiede categorie nuove, ma una gestione rigorosa di norme esistenti.
Per gli avvocati si aprono spazi di consulenza in sicurezza, proprietà industriale, contratti tecnologici, compliance, responsabilità civile e pubblica amministrazione. La domanda crescerà rapidamente: chi saprà integrare competenze tecniche e giuridiche guiderà imprese e clienti nella trasformazione verso l’automazione intelligente.