Il Giudizio di Appello è il collo di bottiglia della giustizia italiana

di Giancarlo Renzetti

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Inaugurando l’anno giudiziario Luciano Panzani, Presidente della Corte d’Appello di Roma, ha evidenziato come le Corti d’Appello siano divenute il vero collo di bottiglia della giustizia italiana perché, dopo la riforma del giudice unico di primo grado che risale al lontano 1998, non sono mai state adeguate nelle loro strutture all'enorme aumento di flussi, conseguenza della maggior produttività degli uffici di primo grado.

Sotto questo profilo per il Presidente Panzani non può non preoccupare la riforma della prescrizione. Se la Corte d’Appello “non è in grado di smaltire i processi pendenti e non vi è più la prescrizione a spazzar via i processi che si accumulano, si rischia di creare una montagna di fascicoli la cui semplice gestione fisica può paralizzare del tutto l’attività dell’Ufficio, com’è avvenuto con i processi che si accumulavano davanti alla Commissione Tributaria Centrale.

Nel penale i giudizi pendenti sono andati aumentando in primo grado con un incremento in percentuale del 6% fra il 2003 e il 2018, ma in appello sono più che raddoppiati (+112%).

In appello pertanto l’incremento delle sopravvenienze genera un incremento dei saldi negativi tra flussi in entrata e flussi in uscita non consentendo di smaltire l’arretrato accumulato.

I procedimenti in appello rappresentano una percentuale crescente delle pendenze totali.

Emerge per tabulas che l’appello rappresenta il collo di bottiglia del processo penale, così come ha ritenuto anche il CSM nella delibera del 5 luglio 2017.

Anche nel civile comunque, nonostante l’incremento di produttività, sono ben 283.773 le pendenze delle Corti di Appello al 31 marzo 2018. Roma e Napoli da sole rappresentano circa il 35% dei procedimenti. Circa il 41% dei procedimenti pendenti in appello è a “rischio Pinto” sebbene il numero degli stessi sia sceso negli ultimi quattro anni da 197.000 a 115.000.

E’un dato di cui il legislatore dovrebbe tenere conto. Tutte le riforme del processo civile dal 1990 ad oggi si sono concentrate sulla fase introduttiva del giudizio, andando sempre più a ridurre i termini per lo svolgimento delle attività difensive ma senza riuscire ad incidere sulla durata complessiva dei processi.

Avv. Giancarlo Renzetti - Delegato Cassa Forense

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