Spazi per l’Italia: vantaggi e sconti della convenzione Cassa Forense per il coworking
Cassa Forense ha attivato una convenzione con la rete nazionale Spazi per l’Italia, l’iniziativa di Poste Italiane dedicata agli ambienti di lavoro flessibili.
Cassa Forense ha attivato una convenzione con la rete nazionale Spazi per l’Italia, l’iniziativa di Poste Italiane dedicata agli ambienti di lavoro flessibili.
Nuovo coworking per avvocati iscritti a Cassa Forense presso il Tribunale di Macerata: postazioni moderne, Wi-Fi, sala riunioni e servizi gratuiti.
Cassa Forense: nuove convenzioni sanitarie con Zurich, SiSalute e Assigeco per polizze LTC, esami, visite e servizi alla salute con sconti fino al 70%
Il canale ufficiale Telegram di Cassa Forense. Un metodo facile, immediato, diretto e discreto per rimanere sempre aggiornati. Questo nuovo strumento di informazioni va ad aggiungersi agli altri canali social che Cassa Forense già utilizza ( Facebook, Instagram, Linkedin, Whats app), per essere ancora più vicino ai propri iscritti.
Digital Markets Act: i paesi membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo su una proposta di legge che rafforzerà le tutele degli utenti e dei navigatori del web nei confronti delle cosiddette Big tech
Metaverso: un utente ha denunciato di essere stata “palpeggiata” da un altro utente e di essere stata isolata e derisa dal resto dei soggetti “presenti” al fatto.
L’art. 5 comma 2 del D. Lgs 28/2010 prevede che il Giudice, anche in sede di giudizio d’appello, ma prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni o di discussione della causa, possa invitare le parti a procedere alla mediazione
Stalking condominiale: una recentissima pronuncia della Corte di Appello di Milano ha esplicitamente configurato lo "stalking condominiale"
Alcune recenti pronunce di tribunali italiani si sono espresse a favore o contro la necessità di autentica notarile in relazione alla delega conferita a un sostituto della parte che, in nome e per conto della stessa, partecipi al procedimento di mediazione
La Procura di Milano ha esaminato la posizione di sessantamila riders, li ha trovati inquadrati per la maggior parte come autonomi occasionali e ha ritenuto che la realtà dei fatti smentisse questo inquadramento