Venezia 2014: tre punti e a capo!
Il XXXII Congresso Nazionale che si è tenuto nelle settimane scorse a Venezia è partito con tre punti distinti ed è terminato (mozioni bocciate a parte) con una ventata di ottimismo.
Il XXXII Congresso Nazionale che si è tenuto nelle settimane scorse a Venezia è partito con tre punti distinti ed è terminato (mozioni bocciate a parte) con una ventata di ottimismo.
Dalle recenti indagini svolte da autorevoli istituti di ricerca, è emersa una fotografia allarmante delle difficoltà che una larga parte della popolazione italiana ha nell’accesso alle cure e quanto sia a rischio la tutela della salute nel nostro Paese.
Il terrore vero di ogni libero professionista è la salute e noi avvocati non facciamo eccezione. Quante volte ognuno di noi si è soffermato a pensare cosa succederebbe se rimanesse vittima di un infortunio o fosse colpito da una grave malattia invalidante, con conseguenze in termini di non autosufficienza? In gran parte dei casi come farebbero le nostre famiglie senza un aiuto economico? Come potremmo avere la necessaria assistenza?
L’avvocato italiano visto da se stesso e dai colleghi sembra non avere una opinione molto diversa dall’ottica dei suoi clienti, questo sembra essere uno dei risultati del rapporto annuale CENSIS presentato il giorno 9 marzo presso l’Auditorium della Cassa. Nell’occasione ha fatto il suo intervento anche il Ministro Orlando che non ha mancato di evidenziare la sua ottica in materia di professioni legali, ottica indirizzata verso un veloce “ammodernamento” della figura dell’avvocato che, per poter reggere le sfide di questa epoca, ha necessità di uscire dallo steccato in cui spesso si è rinchiuso a difesa delle sue posizioni.
Siamo alle solite! Prima si fanno le norme e poi ci si accorge dei problemi pratici innescati. Non voglio qui affrontare di nuovo il merito della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che dovrebbe essere operativa con il decorso del 13 settembre prossimo, salvo proroghe che sembrano imminenti, ma fare il punto sulla situazione concreta che si evidenzia, come da molti facilmente previsto, nella realizzazione concreta del provvedimento.
L’incertezza e la denuncia di problemi logistici irrisolvibili nel breve termine è omogenea sul territorio.
Mille sedi giudiziarie in meno, sul territorio nazionale, sembrano ormai cosa fatta, a meno di ripensamenti clamorosi, stop fragorosi o ripescaggi miracolosi. Una revisione epocale partita, e forse giunta in porto, sicuramente con il piede sbagliato visto che il Ministero, alla fine, sembra aver optato per la linea dura disponendo, nella bozza di decreto redatta, la morte, oltre alla stragrande maggioranza degli uffici del Giudice di Pace, di tutte le 220 Sezioni Distaccate di Tribunale e di 37 Tribunali con relative Procure, il tutto con criteri lineari (salvo poi applicare la cosiddetta “regola del tre” che salva alcune sedi minori) che sono risultati decisamente opinabili e non collegati alla realtà dei territori e delle esigenze.
Il magistrato onorario che opti per il regime di esclusività è incompatibile con l'iscrizione all'Albo professionale forense e alla Cassa; viene pertanto iscritto al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) dell’assicurazione generale obbligatoria dell’INPS. Qualora venga meno tale opzione sarà possibile iscriversi nuovamente ad un Albo professionale forense, e quindi alla Cassa, anche laddove il professionista risulti essere già pensionato.