Uno sguardo alla nuova fase esecutiva
Ricordo un navigato, elegante, avvocato che a noi giovani procuratori amava ripetere di non essersi mai cimentato con la fase dell'esecuzione.
Diceva: vinco la causa (e a memoria ciò avveniva sovente), ottengo il titolo esecutivo, lo consegno al cliente invitandolo poi a rivolgersi ad altri avvocati.
Mi sembrava un vezzo, un atteggiamento di sufficienza, un non volersi sporcare le mani con qualcosa di poco nobile, quasi si trattasse di un rito di risulta.