Cassa Forense, 20 milioni per 19 bandi di assistenza

di Gianluca Mariani

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Il Piano assistenziale Cassa Forense 2026 stanzia circa 20 milioni di euro per sostenere la continuità professionale degli avvocati attraverso interventi su professione, salute e famiglia. Il sistema complessivo di welfare raggiunge 80 milioni di euro e include bandi dedicati, polizza sanitaria e assistenza indennitaria. Le misure puntano a rafforzare la tenuta economica degli iscritti, sostenere l’innovazione degli studi, tutelare le situazioni di fragilità e ridurre l’impatto dei carichi familiari sull’attività lavorativa.

Circa 20 milioni di euro, è questa la misura del piano assistenziale di Cassa Forense per il 2026. Le prime risorse finanziano 19 bandi dedicati al welfare dell’avvocatura. Il piano rientra in un sistema più ampio che, tra bandi, polizza sanitaria e assistenza indennitaria, arriva a 80 milioni di euro. 

Cassa Forense concentra gli interventi su tre aree. Professione. Salute. Famiglia. La scelta punta a sostenere la continuità dell’attività lavorativa e la tenuta economica degli iscritti, con misure mirate e scadenze definite. 

Alla professione e all’innovazione vanno 9,2 milioni di euro. In questa area rientrano i prestiti agevolati per gli under 35, i contributi per l’organizzazione degli studi e quelli per l’acquisto di strumenti informatici. Il piano prevede anche contributi per gli iscritti nel periodo di follow up oncologico. L’intervento collega il sostegno economico alla ripresa dell’attività professionale. 

Nella stessa area trovano spazio le misure di tutela personale. Cassa Forense finanzia contributi dedicati alle avvocate e alle praticanti avvocate vittime di violenza. L’obiettivo è garantire un supporto concreto nei casi in cui la continuità lavorativa risulta compromessa. 

Il piano include anche interventi sulla formazione. Sono previste borse di studio per l’abilitazione al patrocinio davanti alle magistrature superiori e il Premio Marco Ubertini, rivolto ai giovani professionisti nelle fasi iniziali della carriera. 

La quota più elevata riguarda famiglia e genitorialità. Lo stanziamento raggiunge 10,4 milioni di euro. Le misure coprono bonus per figli nati, adottati o affidati, borse di studio universitarie e contributi per famiglie numerose e monogenitoriali. Il piano finanzia anche il sostegno per la frequenza dei centri estivi dei figli minori. L’intervento riduce l’impatto dei carichi familiari sull’attività professionale. 

Per la salute Cassa Forense assegna 150 mila euro a contributi per le spese di ospitalità in case di riposo o istituti per anziani, malati cronici e lungodegenti. La misura si affianca alla polizza sanitaria e agli strumenti di assistenza indennitaria già attivi. 

Il piano entra ora nella fase applicativa. In data odierna Cassa Forense pubblica le domande di partecipazione per alcuni bandi relativi all’anno 2026. 

Sono aperti quattro bandi. 

  • Il bando n. 2/2026 riguarda i contributi per il sostegno all’attività professionale nel periodo di follow up oncologico. 
  • Il bando n. 3/2026 finanzia l’organizzazione degli studi per le persone fisiche. 
  • Il bando n. 4/2026 riguarda l’organizzazione degli studi per le persone giuridiche. 
  • Il bando n. 5/2026 assegna contributi a sostegno della professione di avvocate e praticanti avvocate vittime di violenza. 

Per tutti i bandi la scadenza per l’invio delle domande è fissata al 15 luglio 2026. 

Cassa Forense ricorda che risultano già pubblicate le domande per il bando n. 1/2026, dedicato ai prestiti under 35, e per il bando n. 13/2026, relativo ai contributi per figli nati, adottati o affidati dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025. 

Le domande vanno presentate esclusivamente tramite la procedura online disponibile nell’area riservata del sito della Cassa. 

La Presidente Maria Annunziata definisce l’impostazione del piano. "Il welfare non agisce come intervento occasionale". Sostiene la tenuta della categoria. Le misure mirano a evitare scelte forzate tra lavoro, salute e vita familiare. Il piano 2026 rafforza il legame tra welfare, continuità reddituale e sostenibilità previdenziale. 

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