TV e Radio digitali, Podcast e Streaming: le nuove sfide per gli avvocati

di Pierfrancesco C. Fasano

Stampa la pagina
foto

La crescita di radio digitali, web radio, Web TV, podcast e servizi di streaming sta ridisegnando il panorama italiano dei media. La distinzione tra editori tradizionali e creatori digitali si assottiglia, ma il quadro normativo resta complesso: tra diritto d’autore, marchi, autorizzazioni Fornitore di Servizi Media Radio (FSMR) e Fornitore di Servizi Media Audio (FSMA), obblighi verso l’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM) e Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), gli avvocati sono oggi chiamati a svolgere un ruolo strategico, anticipando i rischi e guidando l’innovazione.

Diritto d’autore e diritti connessi

Radio, Web TV e podcast ricadono nella L. 633/1941 e nella Direttiva UE 2019/790, con licenze distinte per autori, interpreti e produttori fonografici.

Gli avvocati devono:

• distinguere tra comunicazione al pubblico lineare e on-demand;

• verificare licenze SIAE e SCF (Società Consortile Fonografici è la collecting italiana che rappresenta i produttori discografici - major e indipendenti - e, tramite convenzioni, anche una parte degli artisti interpreti ed esecutori, o equivalenti;

• gestire diritti per format, jingle, sigle, interviste e contenuti AI-generati;

• evitare l’uso improprio di musica e immagini protette, spesso diffuso nei podcast indipendenti.

Nella pratica, l’avvocato diventa il regista giuridico che consente ai creator di operare senza rischi.

Marchi e identità editoriale digitali 

Progetti audio-video digitali nascono spesso con strategie legali e segni distintivi adottati senza le opportune cautele dei diritti anteriori.

L’avvocato può consigliare di:

• eseguire ricerche di anteriorità;

• registrare marchi a livello nazionale, UE o internazionale;

• tutelare format e naming;

• evitare conflitti con emittenti già operative.

Nel settore delle Radio e TV Web, il marchio è cruciale anche ai fini AGCOM per definire l’identità editoriale unitaria del servizio.

Web TV - FSMA e Web Radio - FSMR

La normativa distingue:

FSMA

Valgono per Web TV, canali tematici online, piattaforme streaming con:

• palinsesto;

• responsabilità editoriale;

• contenuti audiovisivi professionali;

• eventuale monetizzazione (pubblicità, sponsor).

FSMR

Valgono per web radio, radio digitali e streaming solo audio.

Molti operatori non sanno che anche un canale streaming su piattaforme social (es. Web TV su YouTube o Facebook Live) può rientrare tra i FSMA, se presenta continuità editoriale e finalità commerciali.

Gli avvocati devono quindi mappare l’attività del cliente per verificare se e quale autorizzazione sia necessaria.

Adempimenti AGCOM e MIMIT

AGCOM

AGCOM disciplina l’avvio e l’attività dei FSMA/FSMR. L’avvocato deve:

• valutare se l’attività rientra nel perimetro FSMA/FSMR (delibere tra le quali Delibera 295/23/CONS);

• predisporre la domanda di autorizzazione (validità 12 anni);

• assistere in adempimenti periodici (comunicazioni, obblighi informativi, trasparenza);

• gestire eventuali procedimenti ispettivi o sanzioni.

MIMIT

Il MIMIT interviene per:

• iscrizione al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), ove necessaria;

• classificazione dell’attività editoriale;

• obblighi collegati a imprese broadcasting e attività economiche digitali.

Per molti piccoli operatori, Web Radio, Web TV e podcast diventano attività imprenditoriali senza che siano rispettati gli obblighi di registrazione e comunicazione: qui il ruolo dell’avvocato è decisivo.

Brevetti e tecnologie

Web TV e radio digitali usano:

• codec (COder – DECoder, oppure COmpressor – DEcompressor, si tratta di software o algoritmi che comprimono e decomprimono audio e video, permettendo la trasmissione e la riproduzione dei contenuti in formato digitale) video e audio brevettati;

• sistemi di streaming proprietari;

• software SaaS con licenze integrate.

L’avvocato deve valutare, anche con l’ausilio di Consulenti in Proprietà (Sezione Brevetti):

• rischi da uso non autorizzato di tecnologie;

• contratti (software as a service - SaaS) e licenze d’uso;

• responsabilità per downtime, privacy e sicurezza del flusso streaming.

È un terreno che richiede competenze miste: contrattualistica IT, IP e regolamentazione media.

Il ruolo degli avvocati 

L’avvocato moderno può, tra le altre attività:

• prevenire (non solo gestire) rischi di copyright, marchi e licenze;

• fornire audit e “due diligence normativa” per Web TV e radio online;

• costruire contratti personalizzati per speaker, ospiti, sponsor, piattaforme;

• gestire privacy (GDPR), cookie, dati degli utenti e tracciamenti audio/video;

• guidare startup, associazioni, enti culturali e creator nella compliance a MIMIT e AGCOM;

• formare i clienti sulle regole editoriali, evitando sanzioni e contestazioni.

La vera competenza non è risolvere problemi, ma costruire strutture legali sostenibili.

Radio digitale, Web TV, podcast e streaming rappresentano una frontiera nella quale si incontrano proprietà intellettuale, regolamentazione media e tecnologia.

È una delle aree più promettenti per gli avvocati che vogliono ampliare competenze e offrire servizi ad alto valore aggiunto.

Il futuro dei media e della professione legale passa anche da qui.

Altri in SOCIETÀ E IMPRESA

Potrebbe interessarti anche