Soppressione delle Consigliere di Parità territoriali: a rischio un presidio fondamentale per la tutela delle lavoratrici
07/03/2026
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Il governo propone di sopprimere le Consigliere e/o i Consiglieri di Parità regionali e territoriali, accentrando le funzioni a livello nazionale. Una scelta che rappresenterebbe un grave passo indietro nella tutela effettiva delle lavoratrici, proprio mentre le istituzioni europee e il dibattito pubblico sottolineano con forza la necessità di rafforzare gli strumenti contro discriminazioni e divario retributivo.
Le Consigliere di Parità operano a livello nazionale, nelle Regioni e nelle Città metropolitane, rappresentando spesso il primo punto di riferimento per le lavoratrici che subiscono discriminazioni. Esse costituiscono uno dei pochi strumenti pubblici gratuiti e di prossimità a disposizione delle lavoratrici. Intercettano situazioni di discriminazione che altrimenti resterebbero invisibili o non denunciate, offrendo ascolto, supporto e consulenza e assistenza gratuita. La loro presenza capillare è fondamentale per prevenire molestie, violenze e discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro e per garantire un primo ascolto efficace, con orientamento e accompagnamento concreti.
Eliminare questi presidi territoriali renderebbe più difficile accedere a tutela concreta e allontanerebbe le istituzioni dai problemi reali dei territori, indebolendo un sistema costruito negli anni per garantire diritti effettivi. La soppressione appare inoltre incoerente rispetto a politiche recenti come la riforma sulla parità salariale e l’introduzione della certificazione della parità di genere nelle imprese, strumenti volti a rafforzare equità, trasparenza e prevenzione delle discriminazioni nei rapporti di lavoro.
Il rischio di centralizzazione mette in discussione il principio stesso di prossimità istituzionale: le lavoratrici potrebbero ritrovarsi senza un interlocutore diretto e competente, con un forte rallentamento nell’emersione di discriminazioni e molestie. La difesa dei diritti delle donne nel mondo del lavoro non può essere indebolita proprio nel momento in cui emergono con maggiore evidenza disuguaglianze ancora persistenti.
Vi é poi da considerare che la figura della Consigliera di Parità rappresenta uno degli strumenti attuativi dell’articolo 37 della Costituzione, che sancisce la parità di diritti e di retribuzione tra donne e uomini, e del D.Lgs. 198/2006 (Codice delle pari opportunità). È coerente con i principi della Convenzione internazionale ILO n. 190 e svolge un ruolo chiave non solo nella tutela ma anche nella prevenzione, promuovendo una cultura del rispetto e della parità nei contesti occupazionali.
Colpisce, infine, che tale prospettiva emerga alla vigilia dell’8 marzo, giornata simbolo della lotta per la parità di genere, rischiando di svuotare concretamente uno dei pochi strumenti di tutela pubblica effettivamente accessibile alle lavoratrici.
Rafforzare i presidi territoriali rimane indispensabile per garantire diritti effettivi, prevenire discriminazioni e consolidare strumenti concreti di pari opportunità, evitando che le istituzioni restino lontane dai territori e dai problemi reali dei luoghi di lavoro.