Pubblicità politica: nuove regole europee per la trasparenza e la responsabilità

di Pierfrancesco C. Fasano

Stampa la pagina
foto

L’Italia, al pari di tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, si caratterizza per una intensa e costante attività democratica e politica: elezioni comunali, regionali, nazionali ed europee, oltre a frequenti campagne referendarie.
In questo contesto, l’Unione Europea ha avvertito l’esigenza di uniformare le diverse legislazioni nazionali in materia di comunicazione politica, un ambito sempre più complesso e interconnesso, nel quale la trasparenza delle informazioni rappresenta un presupposto essenziale per la formazione dell’opinione pubblica e la tutela dei processi democratici.

Un quadro europeo direttamente applicabile

Dal 10 ottobre 2025 è stata adottata da  tutti gli Stati membri il Regolamento (UE) 2024/900,  che disciplina la trasparenza e il targeting della pubblicità politica.

Il provvedimento introduce un quadro giuridico uniforme per tutte le forme di comunicazione politica, sia tradizionali sia digitali, e — in quanto regolamento — è direttamente applicabile, senza necessità di recepimento da parte dei legislatori nazionali.

L’obiettivo è duplice: da un lato, garantire trasparenza, equità e integrità dei processi democratici; dall’altro, assicurare parità di condizioni concorrenziali per agenzie, piattaforme e operatori tecnologici che gestiscono campagne di comunicazione politica o istituzionale.

Destinatari: non solo i partiti

Il Regolamento si applica a chiunque prepari, promuova, pubblichi o diffonda messaggi di pubblicità politica a titolo oneroso, inclusi i contributi in natura.
Non riguarda quindi soltanto i partiti e i candidati, ma l’intera filiera della comunicazione politica e del Public Affairs, comprendente:
- agenzie di comunicazione e marketing politico;
- società di relazioni pubbliche e istituzionali;
- piattaforme digitali, motori di ricerca e fornitori di servizi ad-tech;
- influencer e content creator;
- media e concessionarie pubblicitarie.
L’intento è rendere trasparenti i rapporti economici e di influenza che sostengono la comunicazione politica, anche quando indiretta o apparentemente neutra.

Obblighi di trasparenza

Ogni messaggio di pubblicità politica dovrà essere accompagnato da un avviso di trasparenza (Transparency Notice) con indicazione dello sponsor, del soggetto controllante, delle spese sostenute, della fonte del finanziamento e dell’eventuale uso di dati personali per finalità di targeting.
Tali informazioni dovranno essere pubbliche, facilmente accessibili e conservate per almeno sette anni.

Le pubblicità politiche diffuse online dovranno inoltre essere registrate in un Registro europeo gestito dalla Commissione, accessibile a cittadini, giornalisti e ricercatori.

Divieto di finanziamenti extra-UE

Nei tre mesi che precedono qualsiasi elezione o referendum, potranno finanziare o sponsorizzare messaggi politici solo soggetti stabiliti nell’Unione Europea, non controllati da entità extra-UE.
L’obiettivo è prevenire interferenze straniere nei processi democratici e garantire la tracciabilità di ogni forma di sponsorizzazione politica.
Il divieto si coordina con gli strumenti del Digital Services Act e del GDPR, completando l’architettura europea di governance dell’informazione.

Compliance e responsabilità

Il Regolamento richiede che le imprese e gli enti coinvolti nella comunicazione politica implementino procedure interne di controllo, verifica e archiviazione analoghe a quelle già previste per la protezione dei dati o la prevenzione del riciclaggio.
L’obbligo riguarda anche i contenuti che, pur non essendo espressamente politici, possono influenzare il comportamento di voto o il processo decisionale pubblico.

Le agenzie dovranno quindi valutare se le proprie attività rientrano nella definizione di political advertising, analizzare l’uso dei dati di profilazione e predisporre adeguati sistemi di documentazione e rendicontazione.

Regime sanzionatorio

Il Regolamento (UE) 2024/900 prevede che ciascuno Stato membro stabilisca sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per la violazione degli obblighi di trasparenza.

Le autorità nazionali competenti, come l’AGCOM o il Garante Privacy in Italia, potranno irrogare ammende amministrative, ordinare la rimozione dei messaggi o disporre misure interdittive.

Tra le principali violazioni:
- mancata o incompleta pubblicazione degli avvisi di trasparenza;
- uso illecito dei dati personali per targeting senza consenso o base legale, soggetto alle sanzioni del GDPR (fino al 4% del fatturato mondiale o 20 milioni di euro);
- finanziamenti vietati da soggetti extra-UE, punibili con sanzioni pecuniarie e sospensione delle campagne;
- violazioni transfrontaliere, soggette a coordinamento con la Commissione europea.

Oltre alle sanzioni formali, sono previste conseguenze reputazionali e contrattuali, come l’esclusione da appalti pubblici o la pubblicazione delle infrazioni.

Il nuovo Regolamento segna un passaggio epocale nella disciplina europea della comunicazione politica, estendendo la responsabilità anche agli operatori privati che concorrono a formare l’opinione pubblica.

La trasparenza diventa così una condizione giuridica della legittimità democratica: non conta solo il messaggio, ma chi lo diffonde, con quali mezzi e per conto di chi.

Altri in SOCIETÀ E IMPRESA

Potrebbe interessarti anche

  • Prescrizione – L’Unione delle Camere Penali Italiane proclama una nuova astensione dal 2 al 6 dicembre 2019

    Nuova astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2, 3, 4, 5 e 6 dicembre 2019 proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane per ribadire “la necessità che venga cancellata la nuova disciplina sulla prescrizione, altrimenti destinata a rendere il…

    Carlo Maria Binni
  • XXXIV Congresso Nazionale Forense - Analisi e proposte

    Si è conclusa la sessione ulteriore del XXXIV Congresso Forense, resa necessaria al fine di indicare, all'organo di rappresentanza politica dell’avvocatura (OCF), la linea politica da seguire sui temi di particolare attualità e di prioritario interesse per l’avvocatura.

    Avv. Michele Gallozzi
  • GDPR - Il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati UE 2016/679

    Da venerdì 25 maggio 2018 si applicherà definitivamente, in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati UE 2016/679 (di seguito “Regolamento” o “GDPR” - General Data Protection Regulation) che disciplina l’attività di trattamento dei dati e la loro…

    Fabrizio Richard