19 BANDI DI CASSA FORENSE PER IL 2025
Cassa Forense per il 2025 ha deliberato 19 nuovi bandi a sostegno della professione, della salute e della famiglia dei propri iscritti
Cassa Forense per il 2025 ha deliberato 19 nuovi bandi a sostegno della professione, della salute e della famiglia dei propri iscritti
Cassazione: legittimo il licenziamento per giusta causa di una docente per falsa dichiarazione su incarichi nel pubblico impiego e stabilizzazione indebita
Disabilità e lavoro: la Corte d'Appello di Venezia ribalta il licenziamento di un lavoratore con limitazioni fisiche, affermando l'obbligo per il datore di lavoro di adottare "ragionevoli accomodamenti
Recenti pronunce della Corte Costituzionale italiana, in particolare le sentenze n. 128 e 129 del 2024, offrono un'importante riflessione sulla disciplina dei licenziamenti prevista dal Jobs Act, evidenziando le sue criticità e le modifiche necessarie per garantire una protezione adeguata ai lavoratori.
Con la recente sentenza n. 22294 del 2024 la Corte di Cassazione ha sancito che anche un singolo grave episodio di violenza domestica può giustificare l'addebito della separazione. Questo verdetto rappresenta un passo avanti nella tutela delle vittime di abusi domestici e nella promozione di un ambiente coniugale sicuro e rispettoso
l nuovo disegno di legge "Sicurezza", presentato dal governo italiano, introduce una serie di misure significative, tra cui il controverso divieto della cannabis light
La scadenza per presentare le domande per il Bando n. 13/2024 della Cassa Forense, destinato all’assegnazione di contributi economici a favore delle famiglie monogenitoriali, si avvicina. Il termine ultimo per l’invio delle richieste è fissato alle ore 24:00 del 31 dicembre 2024
Il Senato approva il DDL n.729, introducendo nuove norme sul legittimo impedimento per avvocati in ambito civile e penale.
Può un Giudice, in un avviso di fissazione di udienza, avvertire l’indagato della possibilità di risparmiare sulle spese legali rinunciando al diritto di difesa?
L'art. 591 c. 2 n. 3 c.c. dispone che sono incapaci di testare “quelli che, sebbene non interdetti, si provi essere stati, per qualsiasi causa, anche transitoria, incapaci di intendere e di volere nel momento in cui fecero testamento”.