ASSEGNO SOCIALE E STATO DI BISOGNO
La Corte di Cassazione con sentenza 13 marzo 2023 n. 7235, fa luce su un argomento molto dibattuto in questa fase storica, quale l’Assegno Sociale.
La Corte di Cassazione con sentenza 13 marzo 2023 n. 7235, fa luce su un argomento molto dibattuto in questa fase storica, quale l’Assegno Sociale.
Articolo 2087 c.c. e il suo ruolo determinante nel dibattito sulla imposizione di un possibile obbligo vaccinale da parte del datore di lavoro
Il Sustainable Development Goal di Agenda 2030 annovera tra i numerosi obiettivi che riguardano i rapporti sociali ambienti di lavoro sicuri per tutti i lavoratori
Con la sentenza n. 114 del 2019, la Consulta ha stabilito che il beneficiario di amministrazione di sostegno conserva la capacità di donare, a meno che il giudice tutelare non lo abbia, espressamente e specificamente, privato di tale capacità
La Grande Sezione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la sentenza del 16 luglio 2020 ha stabilito che l’indennizzo per le vittime di reati non può essere ritenuto come «equo ed adeguato» ai sensi della direttiva 2004/80/CE
La figura del datore di lavoro nel sistema italiano della salute e sicurezza sul lavoro secondo il D.Lgs. 81/2008. La normativa attribuisce al datore di lavoro un ruolo centrale come garante della sicurezza, basato sia sulla titolarità formale del rapporto di lavoro sia soprattutto sull’esercizio effettivo dei poteri decisionali e di spesa,…
Cassazione sentenza n. 11200/2019: Il danno non patrimoniale da uccisione del congiunto non coincide con la lesione dell’interesse e come tale deve essere allegato e provato da chi chiede il risarcimento facendo ricorso alla prova testimoniale, documentale e presuntiva
Il XXXII Congresso Nazionale che si è tenuto nelle settimane scorse a Venezia è partito con tre punti distinti ed è terminato (mozioni bocciate a parte) con una ventata di ottimismo.
Mediazione obbligatoria e litisconsorzio necessario: il Tribunale di Cosenza dichiara improcedibile l’azione in materia successoria.
Il collocamento prevalente presso la madre non può reggere su una presunzione. Serve una valutazione concreta, caso per caso, delle capacità di entrambi i genitori.