Il Tribunale di Cassino: un tribunale di “frontiera” che rischia la paralisi

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Il circondario del Tribunale di Cassino si estende su un territorio con una superficie totale di circa 2.250 km2, con una popolazione residente di circa 327.800 abitanti, parcellizzata in ben sessantasette comuni appartenenti a tre diverse province (Frosinone, Latina e Caserta) di due regioni (Lazio e Campania).

Se si considera, poi, che si trova al confine con l’Abruzzo ed il Molise, quel Tribunale può ben definirsi “di frontiera”, che sconta una condizione logistica ed un sistema di viabilità assai complessa a fronte di una dotazione di magistrati e personale amministrativo assolutamente inadeguata rispetto al bacino d’utenza.

Una triste realtà, comune a molti tribunali italiani, ma che è particolarmente sentita anche per le caratteristiche del territorio che, purtroppo, registra la non trascurabile presenza di fenomeni di criminalità organizzata, quale quella legata al clan dei Casalesi, tali da necessitare una presenza capillare ed efficiente delle risorse giudiziarie.

La situazione così come descritta pone gli Avvocati in prima linea, giacché punto di primo contatto con i cittadini che lamentano la lentezza, quando  non l’assenza di risposte, alla domanda di Giustizia che si rivela, in alcuni casi, letale.

Tale situazione, in assenza d'interventi urgenti, è destinata a peggiorare giacché, all'assenza di un Magistrato con funzioni di GUP, si aggiungerà a breve l’assenza, per un lungo periodo, di altri due magistrati della Sezione Penale, nonché il trasferimento ad altri Tribunali di tre magistrati della Sezione civile.

Il personale amministrativo rischia il collasso: su diciassette funzionari in pianta organica ne sono in servizio soltanto sette, due di loro andranno in pensione durante l’anno.

I tempi dei processi sono enormemente dilatati, con il ricorso sovente a rinvii o all'utilizzo, precario e non risolutivo, di magistrati onorari. Una situazione così grave che, per la prima volta, i rappresentanti dell’A.N.M., hanno sostenuto l’astensione proclamata dagli Avvocati, per il 7 e l’8 luglio 2019, che hanno costituito commissioni e tavoli di lavoro per l’analisi e la gestione delle criticità dei problemi del Tribunale.

L’Assemblea degli Avvocati del Foro di Cassino ha chiesto l’intervento immediato delle Autorità competenti, in particolar modo del Ministro della Giustizia, per risolvere la descritta gravissima emergenza che sta conducendo il Tribunale a una paralisi della Giustizia, con la conseguenza ulteriore di impedire agli Avvocati l’esercizio dignitoso della propria funzione sociale.

Il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cassino ha chiesto, nell'adunanza plenaria tenutasi lo scorso 13 luglio 2019, l’aiuto dell’Unione degli Ordini Forensi del Lazio perché la situazione di  disagio del Tribunale di Cassino sia oggetto di un intervento comune, poiché, “in questo periodo di riforme giudiziarie, ogni progetto di legge, per quanto possa essere lodevole, non potrà mai avere l’applicazione auspicata dinanzi a carenze così importanti e paralizzanti dell’attività giudiziaria”.

Avv. Gianluca Giannichedda e Grazia Maria Sacco – Foro di Cassino

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