Covid-19: la digitalizzazione del processo civile e penale

di Emanuele Nagni

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Con provvedimento n. 10667 del 4 novembre 2020, della Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati, di cui al Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi presso il Ministero della Giustizia, al fine di contingentare gli accessi agli Uffici giudiziari, sono state introdotte nuove previsioni che incentivano la digitalizzazione dei procedimenti e lo smart working. 

Ne deriva la possibilità, per l’avvocato difensore, di depositare memorie, documenti, richieste e istanze in modalità telematica o tramite posta elettronica certificata, anche in virtù dell’accesso da remoto del personale amministrativo ai registri di cancelleria e dello svolgimento a distanza delle udienze. 

Con riferimento al deposito degli atti, in ottemperanza al c.d. Decreto ‘Ristori’, diviene quindi obbligatorio ricorrere al portale del Processo Penale Telematico per depositare documenti, memorie, istanze e, più in generale, tutti gli atti previsti dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis c.p.p.2

Il PPT consentirà dunque l’accesso non solo per il deposito degli atti, ma anche per la loro consultazione. Inoltre, è stata disposta l’attivazione di circa 1.100 indirizzi pec degli uffici giudiziari, in modo che l’avvocato possa utilizzarli per inviare documentazione, come peraltro richiesto anche dalle rappresentanze istituzionali dell’Avvocatura.

Infatti, per combinare l’esigenza del personale di ricorrere al lavoro agile con la necessità di garantire il funzionamento della ‘macchina della giustizia’, sono stati apportati importanti interventi sulla sicurezza informatica dei sistemi, per consentire l’accesso da remoto ai registri di cancelleria.

Dopo una prima fase sperimentale sul Distretto di Napoli, invero, l’implementazione di tali modifiche sui registri informatici dei Palazzi di Giustizia ha permesso al personale amministrativo di cancelleria di accedere ai registri del Sistema Informatico Contenzioso Civile Distrettuale (in materia di contenzioso civile, rito del lavoro e volontaria giurisdizione) e del Sistema Informatico Esecuzioni Civili Individuali e Concorsuali (in relazione ai procedimenti esecutivi e fallimentari). In ultimo tale accesso sarà ora esteso anche ai registri penali, sulla base di quanto già previsto nella ‘Fase 1’ dell’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha determinato l’abilitazione all’accesso da remoto di circa 10.000 dipendenti, per un totale di 16 milioni di euro spesi dal Ministro della Giustizia per l’acquisto di quasi 16.900 computer portatili.

Con i suindicati provvedimenti, poi, sono identificati anche gli strumenti di videoconferenza per lo svolgimento da remoto dell’attività giurisdizionale.

Infatti, le udienze di rito civile si avvalgono dei canali di comunicazione criptata su rete telematica pubblica, accessibile dall’interno e dall’esterno della Rete Unitaria Giustizia (RUG), in grado di assicurare il collegamento audio-video fino ad un massimo di 250 partecipanti. 

Per lo svolgimento a distanza delle udienze penali, invece, oltre a questi, assumono rilievo anche i collegamenti audiovisivi tra l’aula di udienza e il luogo della custodia, che percorrono lo stesso canale di comunicazione criptata della RUG.

Avv. Emanuele Nagni - Foro di Roma

 

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