CASSA FORENSE, SUI CONTI ALLARMI INGIUSTIFICATI: SALDI GESTIONALI SEMPRE POSITIVI

di Cassa Forense

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La recente analisi della Corte dei Conti, che per qualcuno getterebbe un'ombra sui bilanci di Cassa Forense nel ventennio 2042-2062, in realtà fa riferimento a dati che sono stati pubblicati da Cassa oltre tre anni fa

La Corte infatti nel suo report si riferisce al bilancio tecnico attuariale del 31.12.2017, che viene redatto con cadenza triennale e riporta le proiezioni sulla congruità del patrimonio e delle future entrate contributive a finanziare gli impegni previdenziali.

Il bilancio tecnico insomma è uno strumento - non a caso commissionato dallo stesso CdA di Cassa - che viene utilizzato dagli amministratori per valutare eventuali correttivi da imprimere all'andamento della gestione.

Per questo, a fronte dei rilievi, occorre analizzare i dati nella loro interezza:

  • le entrate contributive passeranno nei prossimi 50 anni da 1.719,30 a 6.309,8 milioni di euro;
  • le uscite per prestazioni previdenziali, nello stesso periodo, cresceranno da 837,2 a 5.707,8 milioni di euro

Se dunque i saldi previdenziali, cioè le differenze tra entrate per contributi e uscite per prestazioni previdenziali, si mostrano negativi solo per gli anni compresi tra il 2042 e il 2062, per poi tornare positivi per tutto il periodo di osservazione; al contrario i saldi gestionali - la differenza tra entrate e uscite - risultano sempre positivi per tutti e cinquanta gli anni della proiezione. 

Non solo. La dotazione patrimoniale nel bilancio attuariale esaminato risulta in aumento dagli 11,2 miliardi del 2017 sino ai 76,4 miliardi di euro del 2067 (a valore corrente). E questo pur sottolineando che per quanto riguarda la gestione del patrimonio, Cassa Forense opera con criteri rigorosamente prudenziali, coerentemente con la propria natura di ente previdenziale,

Insomma è facile osservare come il periodo negativo 2042-2062 sarebbe ampiamente controbilanciato con i risultati della gestione del patrimonio.

Allo stesso modo, grazie proprio alle indicazioni fornite dalle proiezioni annunciate dal bilancio attuariale, Cassa Forense ha avviato un processo di studio della riforma del sistema previdenziale forense, per   l'evoluzione verso un sistema contributivo puro, per evitare ogni rischio - anche remoto - di erosione della base contributiva.

Tenendo bene a mente le finalità istituzionali che guidano l'operato di Cassa Forense: garantire le prestazioni previdenziali a favore degli avvocati con particolare attenzione alle future generazioni.

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