Sergio Cellini

Cassa Forense oggi

Forse, quando si pensa a Cassa Forense, molti la immaginano come un ente privato ma ancora pubblico, non troppo efficiente, talora lento nelle risposte e per definizione esoso e sordo a consigli e richieste: un pubblico, nel senso non positivo della parola, in salsa privata o quasi. Bene, la buona notizia è che non è così e che molto è stato fatto dal 1994, anno della privatizzazione, ad oggi; quella cattiva è che c’è comunque ed ovviamente ancora molto da fare per migliorare i servizi verso i nostri unici clienti, da sempre: gli avvocati.

Crescita e prudenza

Si sta da qualche tempo dibattendo sulla sostenibilità a 50 anni delle casse professionali, misura introdotta a fine anno che ha suscitato polemiche, fra l’altro, sulle modalità di calcolo della stessa. Si è in attesa di una conferma legislativa all’ipotesi che il saldo previdenziale positivo per l’intero periodo, parametro di riferimento di tale sostenibilità, sia determinato dalla differenza fra la somma delle entrate contributive degli iscritti con il rendimento del patrimonio e le uscite per l’erogazione delle pensioni.

Il passaggio a tempo pieno come Giudice di Pace comporta la cancellazione da albo e Cassa? E, in caso di successivo ripensamento dopo i 70 anni, è possibile tornare a esercitare la professione forense con nuova iscrizione sia all’albo sia alla Cassa?

Il magistrato onorario che opti per il regime di esclusività è incompatibile con l'iscrizione all'Albo professionale forense e alla Cassa; viene pertanto iscritto al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) dell’assicurazione generale obbligatoria dell’INPS. Qualora venga meno tale opzione sarà possibile iscriversi nuovamente ad un Albo professionale forense, e quindi alla Cassa, anche laddove il professionista risulti essere già pensionato.

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