Semiconduttori e diritto di privativa: il valore giuridico di una sovranità tecnologica imperfetta

di Pierfrancesco C. Fasano

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La crisi dei semiconduttori del 2020–2022, nota come chip crunch, ha evidenziato in modo drammatico la vulnerabilità tecnologica dell’Europa. La carenza di microchip (oggi essenziali per intelligenza artificiale, automotive, difesa e infrastrutture digitali) ha mostrato quanto la dipendenza da fornitori extraeuropei possa tradursi in fragilità economica e strategica.

Da allora, il European Chips Act (Reg. UE 2023/1781) ha promesso di invertire la rotta, stanziando oltre 43 miliardi di euro per portare la quota europea di produzione globale dal 10% al 20% entro il 2030. Tuttavia, come molti autorevoli osservatori sottolineano, il traguardo rischia di restare simbolico: un’industria dei semiconduttori totalmente autonoma rischia, per ora, essere una sorta di sovranità tecnologica imperfetta, più ideale che concreta.

Ciò non toglie che l’Europa possegga punti di forza distintivi nella catena del valore (apparecchiature di litografia, materiali avanzati, chimica di precisione) e che in questo ecosistema il diritto di proprietà industriale giochi un ruolo decisivo.

È infatti nelle topografie dei prodotti a semiconduttori, disciplinate dagli articoli 87–95 del Codice della Proprietà Industriale, che il giurista trova la chiave per comprendere come la legge tuteli l’innovazione in un settore al confine tra ingegneria, strategia industriale e sicurezza nazionale.

Le topografie dei semiconduttori come diritto di privativa industriale

Le topografie, ovvero la rappresentazione tridimensionale degli strati che compongono il microchip, costituiscono un diritto autonomo di privativa, distinto dal brevetto e dal diritto d’autore.

La registrazione presso l’UIBM o altra equivalente autorità di un Paese membro UE conferisce al titolare il diritto esclusivo di sfruttamento per dieci anni, impedendo la riproduzione non autorizzata, salvo l’uso a fini di analisi o insegnamento.

Si tratta di una tutela pensata per un settore ad altissima innovazione, dove la velocità con cui la tecnologia diventa obsoleta impone una protezione giuridica snella ma efficace.

Tutela amministrativa e giurisdizionale

L’UIBM vigila così sulla registrazione e sulla validità delle topografie, mentre la competenza giurisdizionale appartiene alle Sezioni Specializzate dei Tribunali d’Impresa.

Il titolare può agire per inibitoria, sequestro e risarcimento del danno, con applicazione analogica delle norme sui brevetti.

Le misure cautelari rivestono un ruolo cruciale: nei semiconduttori, il valore economico di un’invenzione si misura in settimane, non in anni, e la rapidità dell’intervento giudiziale può determinare l’esito di una competizione globale.

Giurisprudenza e casi internazionali

In ambito civile, la giurisprudenza italiana ha chiarito i contorni applicativi della tutela. La sentenza del Tribunale dell’Impresa di Milano, 23 marzo 2018, ha riconosciuto la piena autonomia della protezione delle topografie dei semiconduttori rispetto a quella brevettuale, precisando che l’originalità deve essere valutata secondo criteri di individualità tecnico-creativa e non di inventività.

Analoga impostazione si ritrova nella sentenza del Tribunale di Torino, 15 luglio 2020, che ha confermato la legittimità del reverse engineering per fini di ricerca, ma ha qualificato come contraffazione la riproduzione sistematica del layout per fini commerciali, ribadendo l’effettività della tutela anche in assenza di brevetto.

Sul piano penale, gli articoli 473 e 474 c.p. puniscono la contraffazione dei titoli di privativa industriale, con pene fino a tre anni di reclusione e confisca dei prodotti.

A livello internazionale, i tribunali hanno ribadito l’importanza economico-giuridica del settore:

  • Seoul Semiconductor vs. Laser Components SAS – Il Tribunale Unificato dei Brevetti ha ordinato il ritiro di prodotti che violavano un brevetto sui semiconduttori ottici, segnando una delle prime applicazioni del nuovo sistema europeo di enforcement brevettuale.
  • Seoul Semiconductor vs. Everlight Electronics – La Corte Suprema della Corea del Sud ha confermato la condanna di Everlight per violazione tecnologica, riaffermando la centralità della tutela IP nella competizione asiatica.
  • Caso Qualcomm (T-235/18) – Il Tribunale dell’Unione Europea ha annullato una multa miliardaria per abuso di posizione dominante, evidenziando il delicato equilibrio tra concorrenza e protezione dell’innovazione nei mercati high-tech.

Queste decisioni mostrano che la tutela dei semiconduttori non è solo questione industriale, ma tema di diritto sostanziale.

Per gli avvocati, il diritto dei semiconduttori rappresenta una frontiera di specializzazione strategica. Non basta conoscere le regole della proprietà industriale: occorre comprendere la catena globale del valore, i meccanismi di licensing, la cooperazione con autorità antitrust e la governance della sicurezza tecnologica.

L’Europa, pur lontana dall’autosufficienza, può ancora costruire un sistema competitivo basato su regole solide, enforcement coerente e cooperazione transatlantica.

In questo scenario, se l’industria dei semiconduttori è la spina dorsale dell’economia digitale, la tutela giuridica è la sua architettura invisibile. Ed è su questa architettura, composta di norme, giudici e avvocati competenti, che si misura oggi la vera sovranità tecnologica dell’Europa.

 

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