DOPPIO RISCATTO DELLA LAUREA ALL’INPS: E ALLA CASSA FORENSE?

di Leonardo Carbone

Stampa la pagina
foto

Ascolta la versione audio dell'articolo

 

La normativa della Cassa Forense prevede per l’avvocato la facoltà di conseguire una maggiore anzianità utile ai fini del diritto e della misura della pensione, con il riscatto di determinati periodi, anche se non “coperti” da esercizio della professione, quale ad esempio il riscatto degli anni del corso legale di laurea.

L’istituto del riscatto del corso legale di laurea ha lo scopo di consentire la copertura assicurativa di un periodo in cui l’interessato, essendosi dedicato allo studio, non ha potuto ottenere il versamento dei contributi assicurativi che avrebbe invece conseguito se avesse lavorato con pregiudizio dell’anzianità assicurativa e contributiva.

Il riscatto del corso legale di laurea può essere esercitato per uno o più anni a discrezione dell’interessato e può essere esercitato solo per anni interi e non coincidenti neppure parzialmente tra di loro con anni di iscrizione alla Cassa Forense o ad altre forme di previdenza obbligatoria per le quali possa essere richiesta l’applicazione della l.n.45/1990 (art.32, Regolamento  unico della previdenza forense 21,2.2020).

Gran “rumore” anche sulla stampa ha provocato il messaggio dell’Inps del 7.12.2022 n.4419 con il quale l’Inps consente il doppio riscatto della laurea a chi l’ha già riscattata presso una cassa di previdenza categoriale dei liberi professionisti (quale ad esempio presso  Cassa Forense). In particolare, l’Inps chiarisce  che i periodi relativi ai corsi legali di studi universitari, già oggetto di valutazione presso le casse professionali dei liberi professionisti, possono essere ammesse a riscatto nell’ambito delle forme di previdenza gestite dall’Istituto. E ciò in quanto, in base al d.lgs. 30.4.1997 n.184, il divieto di riscatto per periodi  del corso di studi già coperti da contribuzione deve intendersi applicato alle sole gestioni Inps e non anche agli enti di previdenza categoriale dei liberi professionisti di cui al d.lgs. n.509/94 e 103 del 1996, non menzionando il citato d.lgs. n.184/1997 le  casse previdenziali professionali private.

Al riguardo, occorre però evidenziare che nelle casse professionali il riscatto della laurea è generalmente vietato se il periodo è già coperto da contribuzione presso altro ente previdenziale (es., Inps).

Con riferimento alla Cassa Forense, il divieto è espressamente previsto dall’art.32 del regolamento unico della previdenza forense del 21.2.2020.

Ne consegue che la “novità” di cui al messaggio Inps  4419/2022 riguarda solo l’avvocato che ha già riscattato la laurea nella cassa professionale, e che potrebbe riscattare una seconda volta nell’Inps (ad esempio per raggiungere il diritto ad una pensione autonoma nel regime Inps in aggiunta a quella presso la cassa previdenziale categoriale).

Viceversa, se il riscatto è stato già richiesto presso l’Inps, non potrà essere richiesto in un secondo momento presso la Cassa Forense, essendo il periodo  già coperto da contributi presso l’Inps.  

Altri in PREVIDENZA

Potrebbe interessarti anche

  • ESTENSIONE TUTELA MATERNITÀ E PATERNITÀ, CHI NE HA DIRITTO

    La tutela della maternità e della paternità si estende di ulteriori 3 mesi dalla fine del periodo di maternità, l’estensione è riconosciuta in favore di abbia dichiarato, nell’anno precedente l’inizio del periodo di maternità un reddito inferiore a 8.145 euro

    Francesca Coluzzi - Giancarlo Renzetti