GENDER PAY-GAP NELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI, IL DOCU-FILM DI CASSA FORENSE PARLA CON IL CUORE

di Debora Felici

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Molte le emozioni e le riflessioni alle quali ha dato vita, il 3 febbraio scorso, la Tavola rotonda organizzata da Cassa Forense sul gender pay-gap nelle professioni intellettuali.

Sul palco, accolti dal Presidente Valter Militi e intervistati dalla giornalista de “Il Sole 24 ore” Federica Micardi,  la dott.ssa Tiziana Stallone, Vice Presidente Adepp e Presidente dell’Ente Nazionale Previdenza dei Biologi, la Prof. Paola Profeta, economista e docente di scienza delle finanze all’Università Bocconi di Milano, l’Avv. Eleonora Mattia Consigliera della Regione Lazio e Presidente della IX Commissione e l’Avv. Alessandro Bugli del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali hanno animato un interessante  dibattito sul tema delle difficoltà che incontrano le donne che svolgono la professione di avvocato nonché le libere professioni in generale.

Al termine del confronto, sempre disponibile in streaming nel canale YouTube di Cassa Forense, è stato proiettato in anteprima  il docu-film,  realizzato dal gruppo di lavoro dell’Ente.

La Governance femminile di Cassa Forense porta così al centro del dibattito nazionale il problema del divario reddituale di genere nelle professioni intellettuali.

Il docu-film è nato dall’intento delle 17 appassionate componenti del Comitato dei Delegati di Cassa Forense, coordinate da Maria Grazia Rodari del Foro di Verbania, di sensibilizzare e di rendere gli Avvocati consapevoli del problema del divario reddituale di genere nelle professioni intellettuali.

A conclusione di un lavoro durato diversi mesi, il 3 febbraio l’avv. Rodari ha presentato il filmato durante la Tavola rotonda raccontandone anche il backstage: da dove è nata l’ispirazione, quanto entusiasmo e determinazione hanno profuso tutte le Colleghe delegate che hanno lavorato al progetto durante l’anno 2021 nel periodo delle restrizioni, l’impegno e le difficoltà a scegliere una trama efficace e a curare ogni particolare come la musica, l’arte, la voce narrante.

Il docu-film parla al cuore degli spettatori, ma nello stesso tempo riesce a far emergere le criticità del problema della femminilizzazione della professione forense: i redditi bassi prodotti dalle Colleghe si ripercuotono, infatti, sul loro futuro pensionistico.    

Il filmato affronta con attenzione il problema del gender pay-gap a partire dal suo tone of voice, delicato e artistico: la colonna sonora del filmato è una melodia intimista composta da una musicista del ‘700.

Le scene iniziali riportano indietro nel tempo, all’epoca di Lidia Poët, la prima donna iscritta all’albo degli avvocati, che ha sostenuto anni di lunghe e dure battaglie per vedersi riconosciuto il diritto di svolgere la professione forense.

Da lì si torna ai giorni nostri con una serie di interviste a Colleghe e Colleghi che raccontano la difficoltà per le professioniste a consolidare autorevolezza e prestigio professionale, a farsi spazio in settori diversi dal diritto di famiglia - tradizionalmente appannaggio dei Colleghi uomini-, a chiedere e ottenere lo stesso compenso pagato a questi ultimi, a conciliare gli impegni personali e familiari con quelli lavorativi.

Dai racconti di “vita vissuta”, che ci mostrano le tante sfaccettature del problema, un fil rouge guida lo spettatore fino a studiarne le possibili soluzioni: autorevoli studiosi, professionisti ed esperti ci offrono il loro punto di vista sui temi trattati.

Dalla scienza alla politica, chiude il docu- film il commento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, già Ministro della Giustizia, particolarmente impegnato sulla questione del divario reddituale di genere e sul sostegno ai professionisti con opportuni interventi legislativi a loro tutela.

Il docu-film, disponibile per chiunque desideri vederlo sul canale YouTube di Cassa Forense, evidenzia che il gender pay-gap è un problema complesso: il divario reddituale è la conseguenza della difficoltà delle donne a sentirsi libere e incoraggiate ad affermarsi nella vita professionale, a percepirsi ed essere percepite come dotate di capacità e potenzialità, non diverse da quelle dei Colleghi uomini. Il filmato vuole “muovere gli animi”, perché il divario di genere va colmato in primo luogo in ambito culturale, educativo e sociale, non soltanto professionale.

In Cassa Forense, intanto, si lavora a due nuovi progetti finalizzati al miglioramento delle conoscenze e delle skills degli avvocati: un corso previdenziale “per un piano pensionistico consapevole” e un corso professionale “per il miglioramento e per il potenziamento delle capacità individuali”.

Il gruppo di lavoro ci lascia alla visione del docu-film e noi, come per ogni serie di successo, ne aspettiamo la seconda stagione!

 

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