Cumulo gratuito dei periodi assicurativi: è tutto oro quel che luccica?

Manuela Bacci

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In proposito si rammenta che nella totalizzazione (anch'essa gratuita, come il cumulo) i periodi contributivi dànno luogo a quote di trattamento pensionistico calcolate secondo il sistema contributivo, mentre nell'istituto del cumulo ogni quota è determinata mediante i criteri di calcolo inerenti (secondo la rispettiva disciplina) alla corrispondente quota di anzianità contributiva.
Con la novella introdotta dall’ art. 1, comma 195 della L. 11.12.2016, n. 232 è stata ampliata la platea dei beneficiari del c.d. cumulo dei periodi assicurativi. Da un lato, infatti, è stata soppressa la condizione, ai fini dell'accesso al cumulo, che il soggetto non sia in possesso dei requisiti per il diritto al trattamento pensionistico (cioè 20 anni di anzianità contributiva presso una delle Gestioni pensionistiche da cumulare). Dall’altro, è stata introdotta la possibilità di utilizzare l’istituto del cumulo, allo scopo di conseguire la pensione anticipata, da parte dei soggetti che abbiano raggiunto, indipendentemente dall'età anagrafica, il requisito di anzianità contributiva pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini ed a 41 anni e 10 mesi per le donne. Ma l’innovazione senz’altro più significativa (conseguente all’approvazione di uno specifico emendamento presentato nel corso della discussione alla Camera dei Deputati) è rappresentata dall’aver inserito, tra coloro che hanno facoltà di cumulare i periodi assicurativi, anche i liberi professionisti.   
Attualmente, pertanto, possono accedere al cumulo gratuito i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti a tutte le gestioni INPS, compresa la gestione separata, alle forme sostitutive, alle altre forme di assicurazione generale e alle casse di previdenza dei liberi professionisti.


Mentre si attendono maggiori delucidazioni sulle modalità attuative ed operative del cumulo gratuito per gli iscritti alle casse di previdenza dei professionisti, si può senz’altro considerare positivamente il superamento (da sempre auspicato e sollecitato anche da Cassa Forense) del preesistente divieto di ricongiunzione per i professionisti dei contributi versati nella Gestione autonoma dell’Inps alla Cassa di previdenza di riferimento.
Tuttavia l’applicazione tout court dell’istituto del cumulo gratuito agli enti di previdenza dei liberi professionisti impone alcune riflessioni.
In primo luogo, può ancora parlarsi di autonomia, gestionale, organizzativa e contabile, finalizzata al mantenimento degli equilibri finanziari e attuariali di lungo periodo, delle Casse previdenziali privatizzate? Se è vero che anche di recente la Consulta, con l’ordinanza n. 54/2016, ha evidenziato la sussistenza in capo a Cassa Forense di autonomia normativa in materia regolamentare, è altrettanto vero che a fronte di provvedimenti -quali quello in esame-  che prevedono considerevoli impatti finanziari per le Casse di Previdenza sarebbe stata opportuna una concertazione anche allo scopo di mantenere gli equilibri finanziari necessari per garantire nel lungo periodo i diritti dei professionisti iscritti.
Inoltre, come affermato da Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp, è importante che non si creino disparità di trattamento.  
Per esempio, attualmente secondo la normativa di Cassa Forense, l’avvocato accede alla pensione di vecchiaia con il raggiungimento del requisito anagrafico di 68 anni di età e del requisito di anzianità contributiva pari a 33 anni.  
Al lavoratore dipendente iscritto all’Assicurazione Generale Obbligatoria, invece, è erogata la pensione di vecchiaia al raggiungimento del requisito anagrafico di 66 anni e 7 mesi e del requisito di anzianità contributiva minima pari a 20 anni.


Sussisterebbe una disparità di trattamento se anche al professionista che cumuli periodi pregressi in cui abbia svolto attività lavorativa in qualità di dipendente, venisse applicata la disciplina previdenziale prevista per il lavoratore dipendente quanto ai requisiti di anzianità contributiva e anagrafica.
Ulteriore profilo di disparità di trattamento potrebbe delinearsi con riguardo alla pensione anticipata. Come è noto, l’avvocato che intende  accedere alla pensione di anzianità deve cancellarsi dall’Albo. In seguito all’estensione del cumulo alle pensioni anticipate, è possibile che un soggetto gestito da altro ente previdenziale acceda alla pensione di anzianità utilizzando un pregresso periodo di contribuzione versato presso Cassa Forense. In tal caso, in mancanza di specifica previsione, non sembra sia preclusa allo stesso soggetto l’iscrizione all’Albo e quindi l’esercizio dell’attività forense.    
Altre perplessità riguardano il profilo dell’opportunità dell’intervento legislativo. Infatti, in base alla disciplina previgente gli iscritti alla Cassa che si sono trovati nella necessità di valorizzare un periodo pregresso di iscrizione ad altro ente previdenziale hanno fatto ricorso all’istituto della ricongiunzione, sostenendo il relativo onere economico.
Il trattamento nei confronti degli iscritti che potranno usufruire del cumulo contributivo appare più vantaggioso rispetto a quello riservato a chi, fino ad ora, si era avvalso della ricongiunzione. Se l’introduzione nel nostro sistema previdenziale di questo istituto fosse stata frutto di un percorso adeguatamente condiviso e concertato, nonché pubblicizzato, anziché di estemporanea iniziativa parlamentare, questo avrebbe potuto aiutare molti colleghi ad orientarsi meglio nella scelta relativa al ricorso alla ricongiunzione o ad altri analoghi istituti.
Per ovviare, in parte, a questa problematica, anche se solo in favore di coloro i cui procedimenti non si siano ancora perfezionati, la normativa delinea una disciplina  transitoria che, al fine di consentire l'accesso all'istituto alternativo del cumulo, prevede, il recesso dalla domanda di ricongiunzione  o di totalizzazione e il recupero delle somme eventualmente versate.

Avv. Manuela Bacci - Delegata di Cassa Forense

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