Poteri del difensore d’ufficio nei procedimenti di adottabilità di minori

di Raffaella Pellini


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Il difensore d’ufficio – ben noto nel giudizio penale – è stato introdotto, con la legge n. 49 del 2001, anche nei procedimenti di adottabilità presso i Tribunali per i minori, con la funzione di difendere i genitori naturali, le cui situazioni di vita sono spesso caratterizzate da debolezza e fragilità e che vanno tutelate in conformità del dettato costituzionale di cui agli articoli 3 e 24 . 

Il difensore d’ufficio anche nel procedimento “civile” di adottabilità finisce per diventare una figura “ibrida” che,  se da un lato garantisce l’effettività della tutela di soggetti fragili, dall'altra non ha ancora trovato una applicazione ben definita nell'ambito di questo  procedimento, quanto ai limiti del potere del difensore d’ufficio, se la parte non è in grado di disporre scientemente dei propri diritti. 

Il problema, nel caso concreto, si è posto quando – avverso ad una sentenza di adottabilità – il difensore d’ufficio, sapendo che la volontà precisa della madre naturale era quella di impugnare la sentenza di adottabilità (volontà espressa dalla madre stessa e verbalizzata in un colloquio con i servizi sociali, dichiarazione agli atti), anche in assenza di una procura speciale conferita dall'assistita (non rintracciata nell'ultimo domicilio conosciuto), ha proposto appello alla sentenza sulla base della nomina d’ufficio pronunciata dal Tribunale per i Minorenni nel decreto provvisorio che fissava anche la data di audizione della madre.

Nel diritto penale il difensore può/deve impugnare la sentenza a prescindere da procura speciale/nomina di fiducia, mentre nel procedimento di adottabilità del minore la difesa d’ufficio viene “snaturata”, in quanto l’avvocato ha l’obbligo di svolgere l’attività difensiva nel procedimento di adottabilità di primo grado, ma poi nella fase di appello la Corte ritiene necessaria la procura speciale conferita dal genitore/i naturale/i, azzerando i poteri del difensore d’ufficio, che – secondo questo orientamento - non potrebbe proporre gravame contro la decisione di primo grado, sulla base della mera nomina del Tribunale per i Minorenni. 

Questo orientamento è seguito dalla Corte di Appello di Salerno  - sezione Minorenni che, con provvedimento del 24.02.2010, ritiene necessaria la procura speciale conferita dai genitori naturali, affinché il difensore possa proporre appello avverso la sentenza che dispone l’adottabilità del minore, rientrando tale potere nei diritti personalissimi, di cui solo i genitori possono disporre.  

Questo orientamento è condiviso anche dalla Corte di appello di Bologna – Sezione minori che – con ordinanza datata 14.03.2019 - ha rimesso in termini il difensore d’ufficio della madre del minore, che aveva impugnato la sentenza di adottabilità  senza procura speciale ma solo in forza di nomina da parte del Tribunale per i minori. 

Il Giudice del gravame ha concesso un termine al difensore d’ufficio per munirsi di procura speciale per l’impugnazione dimostrando di aderire alla tesi della carenza di potere del difensore d’ufficio di impugnare la sentenza di adottabilità. 

In tale modo viene però meno la funzione garantista ed il ruolo del difensore d’ufficio introdotto nel procedimento avanti al Tribunale per i Minorenni, proprio a tutela dei genitori naturali considerati “persone fragili”, che hanno bisogno di una particolare tutela, quando vi è il rischio che il minore possa essere adottato, per gravi omissioni genitoriali / stato di abbandono. 

Sul punto sarebbe necessario un intervento della Suprema Corte di Cassazione che chiarisse il ruolo e i poteri del difensore d’ufficio, nei procedimenti di adottabilità, equiparandoli a quelli del difensore d’ufficio nel processo penale, con estensione dei poteri di impugnazione delle sentenze di adottabilità anche senza procura speciale, proprio a garanzia e tutela di persone fragili e con situazioni problematiche (quando è chiara “aliunde” la volontà del genitore naturale di contestare la decisione a sé sfavorevole). 

Avv. Raffaella Pellini Foro di Reggio Emilia

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